venerdì 15 maggio 2009

Nucleare in Puglia? No, grazie



Sono tre le regioni che potrebbero avere sul proprio territorio le centrali nucleari: Puglia, Piemonte e Sardegna.
Non voglio parlare delle fonti rinnovabili ed energia alternativa che in Italia si potrebbero sfruttare  grazie al sole, mare, vento che di certo non mancano così come non voglio ricordare ai nostri cari (cari nel senso che ci costano troppo)  rappresentanti che le centrali francesi di cui hanno i progetti non sono poi così sicure:  Greenpeace ricorda come nel solo 2007 in Francia ci siano stati 856 incidenti classificati di scala 0 e 86 di scala 1, in totale 942, tre al giorno, con tendenza all'aumento a causa dell' invecchiamento dei reattori.
Silvio Berlusconi ha dichiarato «Abbiamo in mente una riunione tra paesi produttori e paesi consumatori per cercare di trovare un accordo su un prezzo ragionevole. Se non ci si dovesse riuscire, la risposta dell'Occidente dovrebbe essere quella di una massiccia costruzione di centrali nucleari. E io ho già avuto contatti con molti paesi che sono disponibili a costruire centrali con finanziamenti italiani»... certo, noi non abbiamo problemi economici, ce lo possiamo permettere!
Voglio comunque far notare che parlano sempre e solo di centrali ma non delle scorie, dello stoccaggio e dove verranno smaltiti. Si osservi che:
- la radiotossicità del combustibile esausto decresce nel tempo e pareggia quella dell’uranio inizialmente caricato nel reattore solo dopo 250.000 anni;
-il contributo maggiore alla pericolosità delle scorie è dato dal plutonio: l’80% dopo 300 anni, il 90 % dopo 500 anni;
- dopo il plutonio i maggiori contributori sono gli attinidi minori (nettunio, americio e curio), che contribuiscono per un ordine di grandezza meno del plutonio ma circa mille volte più dei prodotti di fissione;
- gli attinidi rappresentano dunque il maggiore pericolo potenziale delle scorie nucleari; tuttavia bisogna tener conto anche di alcuni prodotti di fissione quali alcuni isotopi dello iodio, del tecnezio e del cesio, data la loro maggiore mobilità nella biosfera e la loro maggiore affinità biologica (vie di ritorno per l’uomo).  Dato che le scorie radioattive, al contrario dei rifiuti convenzionali, decadono nel tempo, si osserva che i prodotti di fissione sono pericolosi per circa 300 anni, gli attinidi minori per circa 10.000, il plutonio per circa 250.000. [fonte: http://www.zonanucleare.com/scienza/scorie_nucleari.htm]
Ritornando a parlare della Puglia, la centrale nucleare avrebbe il solo scopo di rovinare una delle più belle regioni d'Italia, nonché uno dei punti più belli: il Salento. Nichi Vendola, attuale presidente, ha dichiarato: ''Dovranno venire con i carri armati per imporre le centrali atomiche nella nostra regione''. Così il presidente della Puglia, Nichi Vendola, commenta con l'ADNKRONOS l'approvazione del disegno di legge in Senato che dà il via libera al nucleare e la possibilità che il Salento sia individuato come uno dei territori dove localizzare le centrali. ''Intanto - sottolinea - si svela la cultura reale di un governo che, mentre sbandiera il federalismo, ci propone il copione di un centralismo autoritario che priva le regioni del potere di 'dare' l'intesa al governo. Ma la questione piu' scandalosa - argomenta Vendola - non è di metodo, al quale questo governo ci ha abituati, ma di merito. A parte la mia opinione che è contraria al nucleare per ragioni economiche e di sicurezza ambientale del territorio ma la Puglia, per una serie di ragioni, ha bisogno non di entrare nel nucleare ma di uscire da qualcosa, per esempio dal carbone. Immaginare poi Ostuni - prosegue il presidente - come una possibile localizzazione significa che forse qualcuno vuole regalarci una masseria atomica o un trullo radioattivo. Immaginare nel Salento una centrale nucleare - ribadisce - significa avere un formidabile senso del'umorismo''.
Inserisco un link con alcune dichiarazioni di Vendola (Il nucleare è «una scelta perdente e conservatrice»), LoSappio («la Puglia è in credito verso l’Italia per una produzione energetica così elevata che le consente di trasferirne l’82% al resto del Paese.») e Fitto («il nostro Paese non ha solamente detto “no” al nucleare 30 anni fa, il che già di per sé fu una scelta sbagliata»): http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/26211.html
Meno male che Vendola c'è (e meno male che Fitto più non c'è).
E cito anche Luciana Littizzetto: “è scaduto il referendum? È scaduto come lo stracchino, c’era scritto nel referendum da consumarsi entro e non oltre febbraio 2009?”


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