giovedì 22 ottobre 2009

Lo spazio bianco



TRAMA: Dall'omonimo romanzo di Valeria Parrella. Maria aspetta una bambina, non è incinta più ma aspetta lo stesso. Aspetta che sua figlia nasca, o muoia. E se c'è una cosa che Maria non sa fare è aspettare. E' per questo che i tre mesi che deve affrontare, sola, nell'attesa che sua figlia Irene esca dall'incubatrice, la colgono impreparata. Abituata a fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze e a decidere con piena autonomia della propria vita, Maria si costringe ad un'apnea passiva che esclude il mondo intero, si imprigiona nello spazio bianco dell'attesa.

Finalmente sono riuscita a vedere un film italiano che merita di essere visto, da un po' di tempo il cinema nostrano sembra essersi concentrato a sponsorizzare solo cine-panettoni o film adolescenziali oppure film pesanti in cui si parla alla CentoVetrine, lasciando quindi film dalle tematiche più impegnative in un angolino molto remoto. E' un caso che film quali "Natale a..." sbancano il botteghino e altri a malapena raggiungono un sufficiente incasso? E' normale che la gente paghi il biglietto per spegnere il cervello?
Ma torniano al film. "Lo spazio bianco" può essere ritenuto un po' pesante, ma riesce a trasmettere allo spettatore quel senso di attesa logorante e l'incapacità di una madre di aspettare una risposta sulla propria figlia: è viva o no?
La colonna sonora del film è meravigliosa (tranne per un brano interamente suonato con il pianoforte veramente angoscioso): è possibile sentire le voci di Blondie, Nina Simone e Cat Power, giusto per fare qualche esempio. E come non nominare Margherita Buy: perfetta! "La sua Maria è forse tra i personaggi da lei interpretati che teoricamente dovrebbero essere più disperati, ma le sue lacrime, i suoi silenzi, le sue speranze la fanno apparire decisamente reale, più umana, quindi più vicina allo spettatore." [fonte: Cineblog]

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