mercoledì 9 dicembre 2009

Danza storica



Domenica ho partecipato a uno stage di danza storica in cui di storico, oltre il ballo, era anche l'età media dei partecipanti: quattro ragazzi, qualche adulto sui 30/40, il resto over 50.
La mattina, dalle 10 alle 12.30 ci sono state le lezioni, eravamo una quarantina e quasi tutti capaci di intendere e di ballare: il maestro spiega, gli allievi capiscono i passi, provano, vengono corretti gli errori, spiega questo, spiega quest'altro, aggiusta questo passo, correggiamo quest'altro, skip change qui, vis à vis qua, pas de valse lì, eccetera eccetera eccetera. E fin qui tutto tranquillo, il dramma inizia adesso: al termine delle lezioni, il maestro consiglia a chi possiede un abito ottocentesco di presentarsi il pomeriggio vestiti d'epoca dato che alcuni erano iscritti al corso di danze storiche presso l'università della terza età.
La lezione è finita, commenti qui, che bello là, che bravo il maestro, ci sa fare, che brava anche l'assistente e finalmente si va a casa a mangiare!

Arrivano le 16, orario in cui è previsto l'inizio del tè danzante e ahimé scopro che sono tante le signore con il cosidetto costume d'epoca: si trova la contadina, la spagnola, la ballerina di flamenco, la fatina senza ali, Cenerentola,... , i cavalieri e i dami (alcune signore ballavano dal lato uomo) invece erano vestiti con camicia e gilet nero. In "sala" eravamo un centinaio per questo evento e, per iniziare, il maestro di cerimonia consiglia ai cavalieri, alle dame e ai dami di invitare elegantamente le persone sedute a partecipare alle danze come si usava nell'800... e non sento una signora che, attenta nel mettere in atto i saggi consigli del maestro sui comportamenti dei nobili dell'Ottocento, dice "uèèè e vin a ballà!!!", una vera duchessa.

Le lezioni continuano: vengono spiegati valzer, controdanze, marce... il risultato finale è stato molto soddisfacente, un'esperienza positiva anche se non sono mancate le ottocentesche bestemmie al momento del buffet: molto elegantemente le persone si sono fiondate sui vassoi, un po' come si fa nelle partite di rugby, e tutti avevano una caratteristica in comune con i bronzi di Riace (gli uomini) e la Venere di Milo (le donne): intoccabili e inspostabili!

1 commento:

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