martedì 8 dicembre 2009

La legge è uguale per tutti? Ovviamente no



A ottobre, dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale, Silvio Berlusconi dichiarò in uno dei suoi tanti momenti di follia che "Ci vuole una riforma della Costituzione, anche senza l' accordo con l' opposizione, e se il Parlamento non basterà, interverrà «la volontà del popolo» con il referendum." e si dichiarò "pronto a cambiare la Costituzione" [fonte: Repubblica.it]. E' ovvio che solo un pazzo potrebbe non solo pensare un'idea simile, ma anche continuare nei suoi intenti... va bene avere il popolo caprone dalla sua parte, siamo nel ridicolo e continuiamo a percorrere la strada degli imbecilli: il processo breve prevederà anche i reati di mafia e terrorismo [fonte: Repubblica.it]... ma Berlusconi non ha dichiarato che lui combatte la mafia? E perché questo cambiamento arriva dopo le dichiarazioni di Spatuzza? E perché questa notizia è apparsa sul sito di Repubblica e non su quello del Corriere della Sera?
Per la seconda volta, voglio ricordare al nostro premier l'articolo 3 della Costituzione italiana:

<<È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.>>
In sintesi: la legge è uguale per tutti, inclusi politici e mafiosi! Se poi una persona è sia politico che mafioso, la legge dovrebbe essere maggiormente rispettata e non modificata a proprio piacimento... per l'ennesima volta mi è chiaro il motivo per cui Mr B. è entrato in politica!

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