lunedì 15 marzo 2010

La solitudine dei numeri primi


TRAMA: Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci. E' una mattina di nebbia fitta, lei ha freddo e il latte della colazione le pesa sullo stomaco. In cima alla seggiovia si separa dai compagni e, nascosta nella nebbia, se la fa addosso. Per la vergogna decide di scendere a valla da sola, ma finisce fuori pista, spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canalone innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno.
Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela. La presenza costante della sorella umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei. Per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia decide di lasciare Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei.
Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze, così profondamente segnate, si incroceranno e i due protagonisti si scopriranno strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.
Questo romanzo è la storia dolorosa e commovente di Alice e di Mattia, e dei personaggi che li affiancano nel loro percorso. Paolo Giordano tocca con sguardo lucido e profondo, con una scrittura di sorprendente fermezza e maturità, una materia che brucia le sue implicazioni emotive. E regala ai lettori un romanzo capace di scuotere per come alterna momenti di durezza e di spietata tensione a scene più rarefatte e di trattenuta emozione, piene di sconsolata tenerezza e di tenace speranza. [fonte: risvolto libro]

Cosa mi è piaciuto di questo romanzo? Un po' tutto, a partire dalle similitudini legate al mondo della matematica: Paolo Giordano non scrive "Mattia pensava che Alice fosse bella come una rosa che sboccia", bensì "Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero". La trama può sembrare banale e forse lo è, ma la scrittura è scorrevole e piacevole, non ho avuto problemi nell'immaginare i personaggi e le loro azioni nella mia mente, come se stessi creando io stessa il film e ne fossi la regista; in più Giordano è riuscito a sottolineare l'estraneità alla vita dei personaggi che non riescono a prendere decisioni ma sembra che siano gli altri a decidere per loro nonostante vogliano realizzare altro (per esempio si pensi ad Alice e Fabio), ma in realtà il tormento del loro passato è così grande che sono incapaci di decidere autonomamente, è più grande di qualsiasi forza.

4 commenti:

  1. è piaciuto tanto anche a me questo libro...non posso dimenticare l'anedoto della caramella gommosa!

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  2. Uèèè la Franci, grazie per essere passata sul blog.
    Bleah, non sai quanto mi sono disgustata a quella scena, ho avuto persino io la sensazione dello schifo in gola!

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  3. lo scrittore mi sta antipatico, quando riuscirò a portare a termina il mio "libro" vedremo! ^_^

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  4. Conoscendoti, il libro non ti sarebbe piaciuto a prescindere dallo scrittore, la storia non fa per te :)

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