sabato 14 agosto 2010

Perché Grillo somiglia tanto a Berlusconi



Io, fondamentalmente anche se non molto convinta (sono perfino pronta ad ammettere il contrario senza cadere in alcun controsenso tra questa frase e la prossima), sono proGrillo perché a volte cerca di far aprire gli occhi a persone cui viene negato di poterli aprire (vuoi censure, vuoi disinformazione, vuoi pigrizia nel cercare le notizie, vuoi impossibilità nel poter reperire notizie, qualsiasi motivo), ma da un annetto -forse anche più- il suo atteggiamento nei confronti nella politica è cambiato: se prima il suo scopo era semplicemente illuminare le menti, adesso sembra aver dimenticato il suo essere un comico appunto illuminante per diventare quel che ha sempre criticato: un politico!

Scrivo le parole di Curzio Maltese tratte da "Il venerdì" di Repubblica del 13 agosto 2010, questa sua opinione esprime le stesse mie perplessità al riguardo di Beppe Grillo e al suo modo di porsi alle folle:

Fra le notizie quasi sempre mirabolanti della politica, quella che mi ha sorpreso meno è la nascita del partito dei grillini. Ricordo il giorno in cui Beppe Grillo ha giurato in piazza, davanti a centomila fedeli del vaffa, che mai il movimento si sarebbe candidato alle politiche. "Non saremo mai un partito, noi vogliamo distruggerli i partiti". Mi sono voltato e ho detto agli amici: "Accidenti, Beppe farà un partito per le prossime elezioni".
Da anni con Grillo mi regolo così, come con Berlusconi. Quando sfasciava i computer sul palco ho capito che stava per diventare una star di internet. Grillo, va detto, è assai più spiritoso di Berlusconi, mediocre barzellettiere. Per il resto, i meccanismi dei due si assomigliano molto. Entrambi godono del seguito di masse di fedeli entusiasti e inaccessibili a ogni argomento razionale, felici di credere a uno che racconta baggianate. Li fa sentire meglio. Sono gli psicofarmaci della politica. Per entrambi il principio di non contraddizione non funziona. Sono del resto gli unici due leader al mondo, dittatori a parte, a comparire da anni sui media senza contraddittorio.
Identico risultato anche il segreto della popolarità: offrono soluzioni semplici a problemi complessi. In caso di difficoltà, si ricorre al solito complotto. Per anni Beppe Grillo è stato il testimonial dell'economia a idrogeno. L'auto a idrogeno, diceva, è già pronta, ma un complotto ne impedisce la messa in produzione. Era vero il contrario. Petrolieri e case automobilistiche sono state per vent'anni i principali sponsor della bufala chiamata idrogeno, utile a perpetuare politica di spreco del petrolio. Che senso aveva infatti preoccuparsi di consumare meno, se presto ci sarebbe stato l'idrogeno, pulito e a costo zero? Poi la bufala si è rivelata tale.
Poi aveva scoperto le virtù di una pallina colorata, la Biowashball, che "lava meglio dei detersivi inquinanti". In effetti, la Biowashball non serve a nulla, se non ad arricchire i produttori. E' un placebo del bucato. Ma chi se ne frega? Ti rispondono i grillini, Beppe è un eroe. Anche quando il paladino di internet si è opposto alla pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi, decisa da Prodi. Ma la critica a Grillo, come a Berlusconi, è inutile. Tutta invidia, replicano i fan. Nella prossima campagna elettorale sarà una gara fra lui e Silvio a chi promette di sconfiggere prima il cancro. Entrambi avevano a suo tempo esaltato la miracolosa cura del dottor Di Bella.

10 commenti:

  1. Io non ho mai avuto la sensazione che Grillo potesse in qualche modo cambiare qualcosa, ho visto solo tanta pubblicità di se stesso e basta, e il fatto che si vocifera una sua possibile candidatura ne è la prova.

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  2. Mi dà fastidio e non poco che al momento Grillo sembra candidarsi più per nuocere la sinistra che togliere effettivamente voti e potere al pdl!

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  3. brava!
    Sai che oggi pensavo: e se si candidasse Rosy Bindi?? Mi convince molto.

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  4. Non credo che Rosy Bindi si candidi, poi chissà!... mi spiace per la Puglia che rischia di perdere un grande presidente, ma Vendola sembra sempre più convinto ad andare avanti e -se dovesse farcela- spero che riesca a migliorare l'Italia così come ha migliorato la mia regione!

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  5. Figuriamoci...Bindi o Vendola, entrambi saranno oggetto dello scherno, se non addirittura di altro, da parte di Berlusconi. Guardate cosa stanno facendo a Fini.
    A me rimane Bersani, e sogno, dico sogno, un'alleanza con Grillo, che potrebbe risvegliare la sinistra dal torpore.

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  6. Io guardo come sta reagendo Fini: se ne sbatte altamente e va avanti, ed è così che ha fatto Vendola ed è così che la Bindi farebbe. E' un peccato che lei non ci pensi, perchè io mi immagino la doppia vittoria sul nano se lei o Vendola vincessero: per me sarebbe una goduria!

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  7. Vero, che coppia!!! Se riescono a combinare qualcosa insieme allora si, brinderei.

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  8. Credo che su una cosa siamo tutti d'accordo: chiunque vinca (Berlusconi a parte), l'importante che si occupi realmente delle sorti dell'Italia e non di pochi perché ci vogliono leggi che
    1) aiutino le famiglie con un reddito medio-basso perché arrivare a fine mese è sempre più difficile;
    2) si occupi seriamente dell'evasione fiscale;
    3) non si limiti ad emanare leggi ad personam: ci vuole un presidente onesto e rispettoso della costituzione;
    4) riaumenti le imposte ai redditi alti (ad esempio l'Ici che Prodi aveva tolto o abbassato ai redditi bassi e Berlusconi lo ha tolto a tutti, anche possessori di ville extra-lusso) per poter migliorare i servizi quale scuola e sanità pubblica.

    Sogno o utopia?

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  9. Non mi sembrano cose impossibili da chiedere, anzi.

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