lunedì 31 gennaio 2011

Be yourself, no matter what they say



Questo è un post che ho preparato tanto tempo fa, ma non ho mai voluto pubblicare perché... perché boh, non lo so, voi non avete fatto mai niente senza motivo? Oggi ho trovato la bozza tra i miei documenti, l'ho letta, mi sono trovata d'accordo con me stessa -e meno male, se mi fossi opposta mi sarei tenuta il muso per non so quanto tempo- e ho deciso di pubblicarlo, così, per il puro piacere di farlo! Ah, il titolo del post è ovviamente una frase di "Englishman in New York" di Sting.

Pensiero semiprofondo della settimana: si dice che il mondo è bello perché vario... vero, verissimo! E' questo il bello: io sono io nonostante i miei pregi e i miei difetti -più i pregi che i difetti eheheheh- e tu che mi stai leggendo sei semplicemente tu con tutte le tue caratteristiche... mi spiegate perché si dovrebbe cambiare il proprio io interiore? Solo gli idioti pensano che una persona debba essere se stessa solo se ci si adatta a chi ci sta vicino (o pseusovicino), non so se mi sono spiegata: nessuno dovrebbe cambiare i propri comportamenti solo per cercare la simpatia o la stima di qualcuno, credo che nel mondo si riesca a trovare qualcuno anche se rimani te stesso -io ho trovato la felicità grazie a quelli che altre persone potrebbero definire diversità-. Non sto dicendo che un assassino debba rimanare un assassino, mi riferisco a piccoli dettagli, come per esempio... boh... il primo che mi viene in mente: se tu, caro lettore, ogni settimana vai in edicola per comprare Topolino, dovresti vergognarti? No, ovviamente! Se qualcuno ti deride per questo, dovresti sentirti inferiore? Altrettanto ovviamente no, dovrebbe essere colui che deride a sentirsi una merda! Voglio citare Eleanor Roosevelt per concludere: "nessuno può farvi sentire inferiore senza il vostro consenso".

7 commenti:

  1. sono d'accordo con te, una persona deve rimanere se stessa sempre, non scendere mai a compromessi se no ne va a scapito del tuo vero io, poi la libertà passa anche dalla capacità e dalla volontà di essere se stessi!

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  2. Se si smarrisce se stessi, cosa resta nella vita?

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  3. Avevo scritto un commento bello lungo a questo post... trovo sia un bel tema e da approfondire, perchè a parte le belle frasi, smarrire se stessi è una cosa mooolto comune e facile a farsi.
    Però non sono riuscita a lasciarti il commento e adesso dovrei di nuovo farmi uscire il fumo dalle orecchie e non mi va :)
    Dico solo che concordo in toto e aggiungo oltre alla parola "libertà" " Intelligenza".

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  4. Peccato non averlo letto, cara Mery, i tuoi commenti mi sono sempre piaciuti!
    Più che intelligenza, aggiungerei la parola saggezza; queste due parole non sempre sono sinonimi: si è intelligenti quando si riesce a risolvere grossi quesiti o grossi problema, la saggezza invece parte dal cuore e non dalla mente!

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  5. i è vero! Ma un pizzico d'intelligenza ci vuole per potersi permettere di fare anche cose ritenute "ridicole" ... Non tutti possono permettersi di andare in edicola per comprare Topolino... non so se mi spiego ... In molti sentono il bisogno di misurarsi l'intelligenza con gli altri, chi sa di esserlo fa lo scemo tranquillamente senza vergognarsi... capisci la differenza? Essere se stessi non va dimostrato..

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  6. Credo di aver capito cosa vorresti dire: se dimostri di essere te stesso, ovviamente non sei più te stesso ma reciti la parte di te stesso e quindi stai fingendo.

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  7. Qualcosa di simile. Dimostrarlo mi sa di giustificazione...forse c'è una buona dose di insicurezza nell'essere se stessi. siamo certi di sapere chi siamo? ;)

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