martedì 20 settembre 2011

Terraferma



TRAMA: Un’isola siciliana di pescatori, quasi intatta, è appena lambita dal turismo che pure comincia a modificare comportamenti e mentalità dei suoi abitanti. Al tempo stesso, è investita dagli arrivi dei clandestini e dalla regola nuova del respingimento: la negazione stessa della cultura del mare che obbliga al soccorso. Proprio in questo ambiente vive una famiglia di pescatori composta da un vecchio di grande autorità, una giovane donna che non vuole rinunciare a vivere una vita migliore ed un ragazzo che, nella confusione, cerca la sua strada morale. Vengono tutti messi di fronte ad una decisione da prendere che segnerà la loro esistenza.

Bellissimo film, Emanuele Crialese affronta un tema per noi attualissimo mostrando il punto di vista degli immigrati, costretti a lasciare il loro Paese in cerca di un futuro migliore e lo si vede tramite i loro sguardi sofferenti e le (poche) parole di Sara, salvata dal mare; e gli isolani, costretti a cambiare le loro regole di mare -secondo cui bisogna sempre salvare un uomo in mare - per paura di perdere turismo o peggio di essere arrestati. Le regole umanitarie non valgono più, se vedi un clandestino e lo salvi commetti un reato; se invece lo lasci morire, la tua vita continua normalmente, come se non fosse successo niente... ma la coscienza è in grado di affrontare tutto ciò? Per alcuni sì -come si vede per Nino/Beppe Fiorello, che continua a gestire il suo lido rinnegando l'arrivo dei clandestini, considerandoli un pericolo per il turismo-, altri invece no -come succede per Filippo/Filippo Pucillo, indeciso se considerare la legge del mare o la legge dell'uomo, ma la paura lo porta a prediligere la seconda, ma anche a aiutare Sara e i suoi figli a raggiungere (si spera) Torino con la nave-.

Film molto riflessivo e a suo modo commovente, anche durante i titoli di coda per merito di una cover di Le vent nous portera, dovrebbe essere visto da alcuni politici a cui gioverebbe la visione di un buon film piuttosto che dedicarsi a bunga bunga, insulti sull'Italia e simili!

1 commento:

  1. A me è piaciuto un casino anche per le citazioni pasoliniane.
    Lo stesso attore che interpreta il giovane Filippo (Filippo Pucillo) sembra di rivedere un giovanissimo Ninetto Davoli di "Uccellacci e Uccellini".
    Oppure le scene del motoscafo, sembra di rivedere quei balli nonsense dei "ragazzi di vita".

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