lunedì 19 dicembre 2011

Miracolo a Le Havre



TRAMA: L'ex scrittore Marcel Marx si trasferisce volontariamente nella città di Le Havre, dove la sua nuova professione di lustrascarpe gli dà la sensazione di essere più vicino alla gente. Mantiene viva la sua ambizione letteraria e conduce una vita soddisfacente nel triangolo formato dal pub dell'angolo, il suo lavoro e sua moglie Arletty, quando il destino mette improvvisamente nella sua vita un bambino immigrato proveniente dall'Africa incontrato nel porto di Le Havre.

Un bellissimo film che tratta di immigrazione clandestina e rapporti umani in maniera toccante. Si seguono le vicende di Marcel, che si divide tra la moglie ammalata, il lavoro, il cane, il bar e Idrissa, un ragazzo africano erroneamente sbarcato in Francia con altri suoi connazionali e sfuggito alla polizia ma la cui vera meta è Londra, dove risiede la madre. Marcel non è il solo ad aiutare il ragazzo ricercato dalla polizia, le persone sanno essere solidali quando si tratta di aiutare il prossimo, anche da chi meno te l'aspetti, oppure non hanno scrupoli nel segnalare il ragazzo alla polizia. La coscienza umana è così varia, ognuno reagisce a modo proprio quando avvengono dei cambiamenti e distinguere tra bene e male risulta difficile, ma spesso il razzismo fa vedere il male anche dove non c'è!
Aki Kaurimaski riduce al minimo al dialogo, ci sono scene silenziose in cui bisogno solo sentire i rumori quotidiani, ma non dimentica di inserire qualche giusta battuta qua e là, il che rende il film molo realistico ed intimo. Se devo trovare un difetto, quello più evidente è la recitazione: gli attori non vinceranno l'Oscar, ma sono comunque abbastanza convincenti nel loro ruolo.
Film consigliatissimo.

2 commenti:

  1. molto bello
    sembra di rivedere i capolavori del neorealismo italiano
    vincerà l'oscar per il BEST FOREIGN LANGUAGE FILM?

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  2. Non mi dispiacerebbe, dipende comunque dalle altre nomination.

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