venerdì 6 gennaio 2012

The artist/Le idi di marzo



TRAMA: Nella Hollywood del 1927 George Valentin è una star di prima grandezza del mondo del cinema muto che però deve fare i conti con l’avvento del sonoro. La sua carriera rischia un’improvvisa e prematura conclusione mentre quella della sua amata, la giovane comparsa Peppy Miller, sta per trasformarsi in quella di una diva.

Alla fine The artist è arrivato a Bari, e ovviamente ne ho approffittato! Film veramente incantevole, un bell'omaggio ai film muti e in bianco e nero. The artist tratta un tema che prima d'ora non mi ero mai posta: come reagirono gli attori all'avvento del sonoro? In effetti la scuola di recitazione cambia perché da quel momento in poi l'attore dovrà esprimere le sue emozioni a parole, il corpo si deve esprimere in maniera più naturale e quindi alcune espressioni sicuramente diventano grottesce e non più incantevoli come nel cinema muto!
Sinceramente preferisco i film come li conosciamo adesso, credo che si possano trattare molti più temi (provate ad immaginare un Inception muto) e anche la colonna sonora non è semplice intrattenimento ma parte integrante con le scene! Ma ogni tanto è piacevole tornare nel passato e gustare trame semplici, lineari e piacevoli!





TRAMA: In Ohio, in un prossimo futuro, durante le primarie dei democratici per la presidenza degli Stati Uniti, un giovane e idealista guru della comunicazione lavora per un candidato, il governatore Mike Morris, e si trova, suo malgrado, pericolosamente coinvolto negli inganni e nella corruzione che lo circondano.

Bravo George, ottimo film, aver lasciato Elisabetta Canalis ti ha giovato: colpi di scena a gogò, trama interessante; nonostante ci si aspetti il peggio dal politico, si spera che non succede niente, e invece... Tranquilli, non spoilero niente, scrivo solamente che il comportamento di Morris rispecchia fin troppo la verità, e non solo quella americana. 
Ottimo anche il cast: Ryan Goslin merita molto più successo!

12 commenti:

  1. Certo che di cretinate ne' scrivete tante, il menteccatto Clooney ha girato e terminato questo film quando ancora era insieme alla Canalis, e comunque con la lottatrice non e' di certo migliorato si e' reso solo ed esclusivamente ridicolo; il cinquantenne in crisi di mezza' eta' con la finta bionda rifatta di turno, tipico di chi sta invecchiando precocemente.

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  2. Di cretinate ne scriviamo tante... ma almeno ci firmiamo, caro il mio anonimo.
    Non so se Clooney ha scritto "Le idi di marzo" prima o dopo la Canalis, non mi sono informata nè lo farò. Con la lottatrice non è migliorato? Non mi importa, io lo sto valutando solo per questo film che secondo me è molto valido. Avrei preferito una tua opinione su "Le idi di marzo", anche se anonima (ma almeno metti un nome falso, si avrebbe meno l'impressione di parlare con uno/a che chiaramente è venuto/a qui per polemizzare)

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  3. non ti curar di lui, ma guarda (i numerosi errori di ortografia) e passa!!!!
    delle IDIecc sai già cosa ho scritto
    di THE ARTIST non puoi saperlo perché non ho ancora scritto niente; ma lo farò (l'ho già visto due volte e voglio vederlo una terza prima di postare)

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  4. Scommettere su Gosling sta diventando fin troppo facile. E meno male che Clooney non piace a qualcuno, sennò monopolizzerebbe il mercato.

    A proposito di scommesse, so che può sembrare azzardato, ma se fossi un produttore io sul muto ci farei qualche pensiero (e non ho ancora visto The artist).

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  5. @ilBibliofilo: per i numerosi errori di ortografia... lo ammetto, sbaglio anch'io e quindi a meno che l'errore non sia grave, li tralascio :P Aspetto la recensione di "The artist", sono curiosa di conoscere il tuo parere!
    @BlaBla: per quanto mi riguarda un muto ogni tanto lo accetterei, soprattutto nelle commedie italiane dove non farebbe male un po' di silenzio!!! :D

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  6. visto che non e interessato alla canalis non si capice perche l'abbia tirata in ballo e in modo denigratorio avrebbe anche potuto dire che stare con la canalis le aveva fatto bene.infatti non si capisce se l'incensamento sia dovuto al film di clooney o al fatto che non vi sia piu la canalis che con la sua presenza avrebbe potuto abbassare il suo livello culturale.abbiamo veleggiato nella mediocrita nel paraculismo e non sara certamente un cambio di governo a renderci meno leccaculi e mediocri di quanto lo eravamo,siamo.in questo paese dove ci si allea sempre con il piu forte e clooney lo e non mi stupisce la sua denigrazione della canalis, la canalis potente non lo e non e neppure americana e solo una persona che ha subito lo scempio fatto alla sua persona da una stampa e da un gossip becero e razzista.la canalis potrebbe e di questo sono pienamente convinto mangiare lei quelle quattro cozze che si spacciano per giornaliste e che hanno mostrato il peggio della realta umana in quei due anni in un boccone solo.la stampa gode solo della credibilita dei paraculi leccaculi e perfino una critica cinematografica con certi presupposti ohime ha il sentore del leccaculismo e nulla piu.ps mi chiamo pietro

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  7. Caro Pietro, sei un troll, questa è la conferma... ah, e ricordati che nel mondo esiste l'ironia.
    Comunque provo ugualmente a rispondere, anche se non ho capito granché: la Canalis l'ho tirata in ballo perché mi andava di tirarla in ballo; in modo denigratorio: forse, ma a Miss Capelli Sorprendenti non può che far bene; sì, la Canalis avrebbe potuto abbassare il suo livello culturale... ovviamente secondo me, magari sbaglio; cosa c'entra il cambio di governo? Ho parlato di politici in generale, non sono entrata nello specifico; ma sei l'avvocato della Canalis? Figa, non ci sto capendo niente!! Cosa c'entrano le cozze che si spacciano per giornaliste?!?!? Ah, se sei convinto che io sono una critica cinematografica, non hai capito niente.

    p.s. confermo: sei un troll. Grazie per il commento, almeno mi diverto; Pietro, sei il benvenuto nel mio blog, torna a trovarmi quando vuoi.

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  8. 'The Artist' secondo me è il film dell'anno, un autentico gioiello. Non è un film nostalgico, ma un riuscito omaggio al cinema (di tutte le epoche): è una storia universale, senza tempo, con una sceneggiatura di ferro e una coppia di attori eccezionali.

    Non credo che l'assenza del sonoro limiti le capacità espressive... prova a pensare al 'Nosferatu' di Murnau (1922): il regista tedesco si 'arrangiò' come poteva, ingegnandosi e sfruttando al massimo le tecnologie e le conoscenze tecniche del'epoca. Girò la pellicola in negativo per rappresentare l'oscurità, usò il ralenty per snaturare il movimento del vampiro, ricorse alle didascalie per spiegare certe parti... La tecnica può aiutare ma alla base di tutto ci stanno sempre le idee: basti vedere il falso 'fenomeno' del 3D: 'nato' un anno fa con Avatar, si è già praticamente sgonfiato... ormai non fa più notizia.

    Bello anche il film di Clooney: come ho scritto, rappresenta secondo me il miglior compromesso possibile tra cinema commerciale e cinema di qualità. Clooney da regista ha girato tre film bellissimi (ricordo anche 'Confessioni di una mente pericolosa' e 'Good Night and good luck') dimostrando di essere un SIGNOR regista, gossip o non gossip.

    Mi piace molto il tuo blog. Se ti va di passare dalle mie parti sarai la benvenuta.
    A presto.

    Sauro/kelvin

    www.solaris-film.blogspot.com

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  9. Quel che ha detto Kelvin sul muto vale anche come chiarimento di quello che intendevo io. Più che un modo per silenziare stupidate (idea comunque interessante;) lo vedrei come mezzo alternativo di espressione. Ci sono storie che reggono benissimo anche senza tante parole, e nel nostro mondo globalizzato ricorrere al muto potrebbe essere un modo interessante di scavalcare barriere linguistiche. Che poi credo sia stata la strategia produttiva di The artist.

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  10. @Kelvin: grazie, appena avrò tempo visionerò per bene il tuo blog. E' vero, prima dell'uso costante del computer per effetti speciali e ritocchi vari, bisognava veramente ingegnarsi per creare l'effetto desiderato e mi hai incuriosito su "Nosferatu". Sul 3D non mi esprimo perché non mi è mai piaciuto e lo considero un inutile sovrapprezzo al biglietto e un inutile cambio di colori (e questo difetto l'ho notato soprattutto ad Avatar), ho sempre preferito la versione 2D -se possibile-.
    @BlaBla: Per scavalcare le barriere linguistiche sono d'accordo, l'ho notato soprattutto nel film animato "L'illusionista" dove vengono dette poche parole e sono talmente inutili da non essere state doppiate!

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  11. Non bisogna demonizzare il 3D... semplicemente va preso per quello che è: uno dei (tanti) strumenti tecnici a disposizione del regista. Il 3D dev'essere il 'mezzo' e non lo 'scopo' di un film. L'importante è che venga usato con criterio e non esclusivamente per scopi commerciali. 'Gonfiare' film in 2D per renderli più 'appetibili' in 3D non ha senso, e difatti il pubblico se n'è accorto. Però è altrettanto vero che in certi contesti cinematografici (ad esempio nell'animazione) il 3D rende le pellicole molto più spettacolari e veritiere. L'importante, ripeto, è che un film venga CONCEPITO per il 3D e che il suo uso non venga 'esagerato'. Fermo restando che, di base, un film è bello se ha una storia e una sceneggiatura coi fiocchi. Il 3D non può nulla contro la mancanza di idee...

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  12. Non sono del tutto d'accordo. Mi è capitato di vedere pellicole nate per il 3D che di 3D hanno poco o niente: "Avatar" e "Alice in Wonderland", giusto per fare due esempi, soprattutto il film di Tim Burton: parte bene, ma alla fine diventa quasi un 2D! Le uniche due pellicole degne di essere chiamate 3D (tra quelle che ho visto con gli occhialini) sono stati soltanto "Coraline" e "A Christmas carol", un po' "Pina", per il resto inutile spreco di soldi per film che hanno veramente pochissimo in 3D.
    Pienamente d'accordo con le tue parole finali: il 3D non ha niente a che fare con la qualità del film.

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