giovedì 12 gennaio 2012

Non hai pianto bene? Sei mesi di lavori forzati



Eh sì, probabilmente sono state queste le parole di Kim Jonj-woon (o Kim Jong-un, attuale leader nonché dittatore della Corea del Nord) circa i funerali del padre. Secondo le autorità del regime, infatti, i sudditi che non hanno pianto abbastanza potrebbero subire pene e percorsi rieducativi, nello specifico sei mesi in campi lavoro o formazione, oppure finiranno nelle zone più remote del Paese. [fonte: Ilquotidianoitaliano.it]

Secondo voi i coreani si disperavano così tanto davanti alle telecamere perché presagivano il pericolo? Oppure le lacrime dei coreani sono sincere, in fin dei conti quanti anziani in Italia rimpiangono ancora Mussolini? Fatemi sapere cosa ne pensate.

6 commenti:

  1. Credo fosse un racconto di Heinrich Böll in cui un tale viene mandato in galera per essersi mostrato triste in un giorno di allegria obbligatoria e, appena scarcerato, rischia di ritornare in gattabuia perché allegro in un giorno di lutto. Le dittature funzionano così, e i sudditi si abituano a comportarsi come richiesto, per evitare danni peggiori. E poi ci sono anche quelli sinceri, certamente.

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    1. Il racconto è tratto da una storia vera? Pare talmente assurda che potrebbe essere successa anche nella realtà!

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  2. Ciaooo! Grazie dei commenti,adesso mi sento un po' meglio^_^
    Ho pure avuto problemi con internet, maledettiiiiiiiiiiiii!!! Ogni tanto qui mi parte il modem, argh!
    Bacioli^3^

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    1. Bentornata nel mondo virutale! Anche i modem hanno bisogno di vacanze e per questo partono, ma ti ha spedito una cartolina? :)

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  3. meno male che vivo in Italia e non là
    da noi si dice "morto un papa se ne fa un altro", da loro se uno dice "morto un Kim se ne fa un altr..." NON POTREBBE FINIRE LA FRASE

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