martedì 27 marzo 2012

La sorgente dell'amore/Tokyo godfathers



La trama. In un villaggio del Medioriente le donne sono costrette ad effettuare tutti i lavori domestici, tra cui prendere l'acqua la cui sorgente si trova ben lontano dal villaggio. Dopo l'ennesimo aborto spontaneo di un'abitante di questo villaggio causato dalla caduta durante il trasporto dell'acqua, Leila decide che bisogna cambiare, gli uomini devono aiutare e così organizza con le altre donne lo sciopero dell'amore.

Parere personale. Siamo in Medioriente, precisamente in una zona molto legata alle tradizioni in cui alla donna non viene neppure permesso di imparare a leggere e a scrivere perché ciò toglierebbe tempo ai lavori casalinghi, e siamo ancor più precisamente in una zona in cui gli uomini dovrebbero combattere in guerra per la nazione o dedicarsi all'agricoltura, ma siamo in tempo di pace e di siccità e quindi gli uomini si riuniscono tutti in giorni al bar piuttosto che cercare un altro lavoro. Come possono le donne cambiare questa situazione? Hanno un'unica possibilità: lo sciopero dell'amore, negare il proprio corpo sia a fini procreativi che passionali. 
Ma quel che Radu vuole sottolineare è che le donne non indicono questo sciopero contro gli uomini, o meglio non solo contro gli uomini, in realtà vorrebbero un po' di buon senso (molto bella la scena iniziale in cui vediamo da una parte i festeggiamenti per la nascita di un bambino, dall'altra la disperazione per averne perso uno) ma soprattutto per avere finalmente un acquedotto che impedisca alle donne di salire sulla cima della montagna. Ci riusciranno? Lo scoprirete vedendo il film, ma non è difficile da immaginare. Vabbè dai, lo scrivo, ma non vi dico cosa succede nello specifico. [spoiler] Le donne non solo ottengono l'acquedotto, ma anche la corrente elettrica. E nella scena finale si ha la conferma di come le donne non volessero cambiare la mentalità degli uomini perché loro continuano a prendere l'acqua -evitando però di arrivare in cima alla montagna- e gli uomini continuano a trascorrere le loro giornate al bar, esattamente come prima.
La sorgente dell'amore non è il miglior film di Radu Mihaileanu (ho dovuto cercare su Internet come si scrive il cognome del regista) ma ne è consigliata la visione.

Voto. 3/5.




La trama. Un gruppo di senzatetto, composto da un ex ciclista che ha perso la famiglia, un travestito e una ragazza scappata di casa, trovano una neonata in mezzo alla spazzatura. Il loro obiettivo è trovare la famiglia. Ma come?

Parere personale. Tokyo godfathers è un bellissimo anime i cui tratti sono veramente particolari: in alcune scene i disegni sono molto realistici, soprattutto la città è splendidamente disegnata tanto da sembrare reale, altre volte ci sono le espressioni tipiche da cartone animato giapponese, con volti superdeformati quando il personaggio si arrabbia. E i colori sono scuri, come non ci si aspetterebbe da un film ambientato a Natale, almeno non quelli felici. E infatti Tokyo godfathers è un misto di simpatia e di riflessioni sulla vita, di humour a denti stretti e un pizzico di tensione. Da vedere.

Voto. 5/5.

4 commenti:

  1. Tokyo Godfathers, nonostante sia meno onirico degli altri lavori di Satoshi Kon, è veramente bello, con personaggi ben caratterizzati e un livello tecnico pazzesco. Proprio recentemente, in seguito al recupero di varie opere di Kon, mi rendo sempre più conto di quanto la sua morte sia stata un'immensa perdita per tutti gli amanti dell'animazione e del buon cinema.

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    1. "Tokyo godfathers" è la prima opera di Satoshi Kon che vedo, next step: Paprika. E chissà che non recuperi anche il resto :)

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  2. Bellissimo Tokyo Godfathers, l'ho veramente amato tantissimo. E' uno di quei film che quando finisci di vedere ti viene solo da dire: perfetto ^^
    Ne avevo parlato qualche tempo fa, nel mio speciale natalizio ^^

    L'altro film non lo conosco ma lo tengo presente nella mia lunghissima lista di attesa (ormai è un Rotolone Regina) ^^

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    1. A chi lo dici, la mia lista fa invidia alla divina commedia per quanto è lunga!

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