mercoledì 21 marzo 2012

Magnifica presenza



La trama. Pietro, un aspirante attore che per guadagnare sforna i cornetti di notte, decide di trasferirsi in una casa tutta sua, dopo aver vissuto con la cugina Maria. Ma questa casa non è completamente disabitata, ci sono delle presenze: una compagnia teatrale degli anni Quaranta che non può uscire e chiede l'aiuto di Pietro...

Parere personale. Avete visto il trailer? Quante persone hanno immaginato un Midnight in Paris versione Ozpetek? Io sì e purtroppo il film non c'entra niente. Dico purtroppo perché avrei preferito una copia spudorata dell'ultimo lavoro di Woody Allen piuttosto che vedere questo. Sicuramente avrete visto alcuni film con scene senza senso.... ma guardare un film senza senso è deprimente! Perché senza senso? Questo film ha così tanti temi che alla fin fine non ne affronta neppure uno: l'omosessualità? No, viene messa da parte. La ricerca di se stessi? No, non viene neanche affrontata. La solitudine? Ovviamente no. La paura durante la Seconda Guerra Mondiale? Malamente accennata. La vita? Mah. 
E le forzature? Mamma mia, quante ce ne sono. Il nuovo vicino di casa di Pietro è chiaramente omosessuale ed chiaramente attratto da lui, sembra un personaggio importante che aiuta Pietro quando sviene in metropolitana e invece via, subito messo da parte. Forzatura numero 1.  
Il medico che assiste Pietro casualmente è un esperto di psicologia. Forzatura numero 2. E si fidanza con la cugina di Pietro. Forzatura numero 3. 
Pietro, dopo essersi trasferito ed aver accettato la presenza della compagnia (che può vedere solo lui), tornando a casa incontra un travestito picchiato da una banda e decide di soccorrerlo. Ah, prima non ho scritto che questa compagnia per uscire dalla casa in cui sono imprigionati chiedono a Pietro di trovare una certa Livia Morosini. E pensate che fortuna, questo qui in tutta Roma incontra proprio la persona che può aiutarlo a trovare Livia... che culo!! Forzatura numero 4. E poco dopo troviamo la scena più trash di tutto il film, e a chi affidarla? Ma a Platinette, ovviamente, che sembra un capomafioso che senza motivo e senza chiedere nulla in cambio, decide di aiutare Pietro. Forzatura numero 5.
E poi c'è anche una grossa incongruenza: la compagnia ha affermato che non può uscire di casa se non incontra Livia, sono stati chiari e l'hanno ripetuto più volte. Ma allora come è possibile che il bambino riesce a camminare per Roma fino ad arrivare al bar dove casualmente c'è Pietro? Forzatura numero 6.
Mi fermo qui altrimenti spoilero il finale.
Questo film è tutto e niente, è un mix di noia, trash e piattume, alla fin fine non ci si emoziona per nessuno dei personaggi, neppure per il protagonista. Ed è un peccato perché Elio Germano interpreta bene il ruolo di Pietro, gli altri personaggi invece sono pure comparse che non spiccano per quanto sono attori bravissimi. Applausi invece per Anna Proclemer che in pochi minuti di apparizione ruba la scena a tutti.

Voto. 2/5.

6 commenti:

  1. Mi dispiace per Elio Germano...poverino! A me lui piace sempre un sacco, in tutti i sensi... :)

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    1. Prova a dare una possibilità a questo film, ho letto tante recensioni positive su "Magnifica presenza", magari a te piace :)

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  2. delusion?
    peccato...
    io devo ancora vederlo..

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    1. Sì, delusione è la parola giusta perché da Ozpetek mi aspettavo un film più intenso.

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  3. Sono pienamente d'accordo su tutte quante le forzature ma non su Anna Proclemer, vuoi per il fatto che il suo personaggio avrebbe dovuto essere il cardine di tutto quanto e invece lo si nomina a volte quando capita quando si presenta alla fine manca molto di incisività e spessore... e lo scatto di rabbia verso l'insetto mi è sembrata una scena un po' bislacca a dire il vero. Se poi centrava pure il colore rosso ancora peggio..

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    1. Quando Anna Proclemer racconta la sua storia, l'interesse per un attimo è tornato alto, è riuscita ad attirare la mia attenzione... peccato che il suo racconto sia veramente breve (la scena dell'insetto non l'ho capita neanch'io).

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