martedì 10 aprile 2012

Dancer in the dark



La trama. Selma è una donna che emigra dalla Repubblica Ceca in America e che soffre di una grave malattia che poco alla volta la rende cieca. Ma questa malattia è ereditaria e quindi anche il figlio è segnato dallo stesso destino, a meno che non venga operato al compimento dei tredici anni, motivo per cui Selma lavora in una fabbrica e risparmia tutto quel che può per raggiungere la cifra. E' quasi riuscita nel suo intento, quando viene derubata dal vicino con grossi debiti...

Parere personale. Non sono una grande amante dei musical (come giustamente chiede Jeff, perché all'improvviso le persone iniziano a ballare e a cantare?), ci sono ovviamente delle eccezioni come ad esempio My fair lady o Tutti insieme appassionatamente, ma non rientrano tra i miei film preferiti né mai lo saranno (anche se li rivedo volentieri). Dancer in the dark comunque non è il solito musical: le canzoni non sono convenzionali, nascono dai rumori della fabbrica, del treno, dei passi, insomma dipendono dalla vita di tutti i giorni, non c'è nessuna orchestra che all'improvviso riempie l'aria di gioia e suoni allegri. 
E da qui nasce il secondo motivo che rende particolare Dancer in the dark: questo musical è drammatico e manca l'elemento amore, o meglio c'è ma si tratta dell'amore di una madre che sacrificherebbe se stessa per la salute e la felicità del figlio.
Altro elemento: trovatemi un musical che aiuti lo spettatore a riflettere sulla pena di morte. A me non viene in mente niente, voi? Lars Von Trier poi è molto particolare nella regia perché Dancer in the dark ha un tratto molto realistico, sembra di vedere uno di quei video che filmano le famiglie per ricordare alcuni momenti salienti della propria vita, e questo rende il film ancor più drammatico e malinconico. Tranne le canzoni, in quel caso sembrano veri e propri video musicali con colori più accesi e riprese curate nel dettaglio; la vita reale di Selma è grigia e piatta, i suoi sogni ad occhi aperti allegri e colorati.
E cosa dire di Bjork? Perfetta nella voce e perfetta nella recitazione.

Voto. 5/5.

4 commenti:

  1. Anche io in generale non sono grande fan dei musical (ma perché cantano adesso?!?), a parte alcune eccezioni come Singin' in the rain.
    Dancer in the dark è uno dei (rari) film di Von Trier che promuovo a pieni voti, la storia è toccante e crudele, Bjork poi aggiunge tantissimo con la sua interpretazione.

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    1. Sì, ogni tanto esce qualche musical anche al giorno d'oggi, vedi "Moulin rouge!" o "Sweeney Todd" o... boh, non mi viene nient'altro in mente :)

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  2. Sottoscrivo. Direi che il musical qui funziona in pieno perché è funzionale al racconto, e non viceversa, come di solito accade.

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    1. In più le persone non si mettono all'improvviso a ballare, ma succede solo nella testa di Selma, un giusto compromesso tra la trama e il musical.

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