mercoledì 4 aprile 2012

The lady/Marigold hotel



La trama. La birmana Aung San Suu Kyi vive in Inghilterra con il marito, ma a causa di una grave malattia della madre è costretta a fare ritorno nella sua terra natia. Qui c'è un regime militare/dittatoriale che limita la libertà di tutti, e osservando la situazione civile e le continue manifestazioni trasformate dai militari in cortei di morte, decide di dedicarsi al suo Paese. Ma il regime decide non la vede di buon occhio...

Parere personale. Questo film va analizzato da due punti di vista: cinematografico e umano. Il primo risulta essere lineare, semplice, pieno zeppo di musiche (mamma mia, ma non finisce mai la musica? Non ricordo scene senza sottofondo musicale!) per commuovere maggiormente lo spettatore, una continua alternanza tra vita privata e pubblica, privata e pubblico, marito, moglie, moglie, marito, figli, moglie, marito, marito, marito, marito, moglie, eccetera. Umanamente invece questo film coinvolge perché la storia di Aung San Suu Kyi è attuale, recentemente è stata liberata, ed aiuta ad approfondire una vita di cui personalmente non sapevo molto, ci si appassiona alla protagonista, si lotta con lei, si riflette con lei, ci si appassiona e ci si dispera con lei perché abbiamo di fronte una grande donna che ha sacrificato la sua vita per la libertà. Scena cult: Suu Kyi che si avvicina ai militari che le puntano i fucili e lei li oltrepassa senza battere ciglio (la scena si intravede nel trailer, ma nel film è ovviamente molto più intensa).
Bravissima Michelle Yeoh, molto somigliante ad Aung San Suu Kyi, spero che dopo questo successo decida di lasciar perdere i film di combattimento (come dimenticare il bruttissimo La tigre e il dragone?) perché è molto espressiva e quindi adatta ad altri ruoli.

Voto. 3-/5 (mi dispiace per il -, se Luc Besson avesse osato un po' di più il voto sarebbe stato più alto).




La trama. Un gruppo di pensionati inglesi decide, ognuno per motivi personali, di trascorrere il resto della sua esistenza al Marigold Hotel in India (infatti tutti comprano il biglietto di sola andata). Riusciranno a risolvere i loro problemi personali?

Parere personale. Credo di essere troppo giovane per certi film, o forse è il film in sè che non va (per esempio A spasso con Daisy mi è piaciuto tantissimo). Ma andiamo con calma.
Il film in sè non è brutto, anzi è molto carino, soprattutto la primissima parte che è interessante e simpatica, si ride di gusto, ma più si va avanti, più la noia aumenta e meno ci si appassiona ai personaggi, tranne due (a parer mio): Evelyn/Judi Dench, vera protagonista che ci incanta con le parole del suo blog, e Muriel/una stupenda Maggie Smith a cui spero donino il siero dell'immortalità. Forse il problema è stato proprio questo: troppi personaggi, troppi grandi attori, troppe storie da seguire e alla fin fine vengono male approfondite (soprattutto Muriel, peccato, era una delle più interessanti). Ed è un peccato perché il tema trattato è importante: la ricerca di sè, l'esistenza, i pensionati sono in grado di amare, razzismo, capacità di adattarsi, però la noia è sempre dietro l'angolo e superata la simpatica introduzione, il film diventa un po' piatto. 
Non voglio parlare di banalità -anche se lo è- perché la trama non è importante, conta il messaggio che effettivamente arriva allo spettatore, ma arriva con qualche sbadiglio.
Ma sapete qual è stata la nota veramente stonata? Dev Patel, precedentemente visto in The millionaire, qui sembrava la brutta copia di Jamal.

Voto. 3------------/5 (ed anche qui mi dispiace essere così drastica, ma quando in un film arriva la noia è difficile dare un voto alto).

6 commenti:

  1. Ciaooo!!! Grazie tantissime per il premiooooo, sono felice^33333333333^
    Tantissimi auguri di buona Pasqua!!!!

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    1. Tanti auguri di buona Pasqua anche a te :)

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  2. volevo andare a vedere The Lady al cinema ma, per un impegno, non ho potuto!

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    1. Peccato, ti sarebbe sicuramente piaciuto.

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  3. non mi ispirano molto, soprattutto il secondo...
    la tigre e il dragone non era magari eccezionale, ma comunque non era bruttissimo! :)

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    1. De "La tigre e il dragone" mi sono piaciuti solo i paesaggi e i due combattimenti finali, il resto non l'ho sopportato. In più Chow Yun-Fat sembra il Nicolas Cage orientale.

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