giovedì 12 aprile 2012

Pollo alle prugne (fumetto e film)


La trama. L'iraniano Nasser Ali SATRAPI (se ho ben capito è il fratello del nonno dell'autrice) è un noto suonatore di tar e possiede il miglior tar del Paese. Dopo un litigio con la moglie, lei gli rompe lo strumento musicale. Dopo ricerche su ricerche di un altro tar e relative delusioni, Nasser Ali decide di morire.

Parere personale. Pollo alle prugne è una delicata storia d'amore infelice raccontata tramite gli ultimi otto giorni di vita di Nasser Ali che ha deciso di morire dopo che la moglie ha rotto il suo tar e l'incapacità di trovare un degno strumento che potesse procurargli il piacere di suonare. Marjane Satrapi ci mostra vari flashback -passati e futuri- sui vari personaggi; tra i vari ricordi, scopriamo che in passato Nasser Ali ha incontrato il vero amore, si tratta di Irane che a sua volta ama Nasser Ali, ma il padre di lei non acconsente all'unione dei due a causa del lavoro di Nasser Ali che in seguito decide di sposare una donna che non ama, Nahid. Ma grazie alla sua sofferenza, Nasser Ali riusce a diventare uno dei migliori suonatori di tar iraniani (secondo il suo maestro la sofferenza aiuta l'artista, si è mai sentito di qualcuno che abbia scritto una poesia su una moglie che lo prende a pesci in faccia? E se Romeo e Giulietta avessero avuto dei bambini, avrebbero avuto successo?).
La storia, nonostante i vari ricordi sparsi, scorre tranquillamente ed ironicamente, senza punti bui o incomprensibili. Il tratto di Marjane Satrapi è lineare ed essenziale (gli sfondi sono quasi inesistenti), ed è incredibile come con pochi tratti e dettagli riesca a trasmettere la giusta emozione che prova il personaggio.

Voto. 5/5.




La trama. L'iraniano Nasser Ali KHAN è un noto suonatore di violino e possiede il miglior violino del Paese. Dopo un litigio con la moglie, lei gli rompe lo strumento musicale. Dopo ricerche su ricerche di un altro violino e relative delusioni, Nasser Ali decide di morire.

Parere personale. So che le trasposizioni cinematografiche non potranno mai essere uguali alle opere da cui sono tratte, ma non è questo il caso perché -tolto qualche dettaglio- è molto simile al fumetto di Marjane Satrapi. Mi è solamente dispiaciuto del cambio di cognome di Nasser Ali e della voce narrante (nel fumetto si tratta della stessa Marjane, invece nel film è Azreal l'angelo della morte trasformando un'opera biografica in un racconto di fantasia), speravo in un cameo dell'autrice ma niente, peccato. 
Il tema trattato è lo stesso del fumetto: la musica, il violino rotto, l'impossibilità di suonare altri violini, i ricordi ma soprattutto l'amore infelice: anche qui abbiamo Irane in ogni nota di Nasser Ali (secondo il maestro è così riuscito ad impossessarsi del sospiro della vita) e grazie ad esso diventa il migliore. Mi è dispiaciuto anche di un altro dettaglio che non posso scrivere, ma chi ha letto il fumetto sappia che si tratta delle ultime vignette di pagina 80 (edizione Sperling & Kupfer) e dell'ultima tavola; per il resto il film conferma la bravura della Satrapi con un film delicato ed intenso, ma viene un po' persa l'ironia sulla vita che contraddistingue la graphic novel.

Voto. 4-/5.

p.s. ma secondo voi l'attore che interpreta Nasser Ali assomiglia a Giovanni di Aldo, Giovanni & Giacomo? :)

7 commenti:

  1. Uhm magari ci somiglia in questo film perché nella "normalità" non ci vedo molte somiglianze xD

    Per il film beh, ho sentito sia bene che male in giro.. non parliamo dei critici da Marzullo poi.. però leggendo i tuoi pensieri mi è tornata la curiosità di vederlo. Comunque solo da come hai scritto la trama mi vien voglia di correre in sala xD

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    1. Il film è particolare, ha alcuni effetti visivi ben fatti, io consiglio di vederlo, anche perché è una delle poche pellicole per cui val la pena andare al cinema.

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  2. Ho visto e adorato Persepolis per cui direi che questo devo sicuramente recuperarlo. Peccato solo che nella trasposizione cinematografica modifichino dei particolari culturali come lo strumento musicale. Preferisco sempre quando ci si attiene a quanto scritto dall'autrice (ma questo fa parte delle mie manie) ^^

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    1. Anche a me è spiaciuto sapere del cambio di strumento (suppongo sia stato fatto per motivi di colonna sonora o per europizzare -si può dire europizzare?- maggiormente il film) e dei cambi di nomi (quasi tutti francesizzati, ad esempio la figlia Farzaneh è diventata Lili), però le psicologie dei personaggi sono rimasti inalterati e quindi pazienza, scelte dell'autrice, il film rimane ottimo (Persepolis invece è un capolavoro).

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  3. amo la Satrapi e ho amato il cartone di "Persepolis". Questo non l'ho trovato eccellente quanto l'opera prima cinematografica, ma comunque vola alto. Merita anche più di una visione.

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