lunedì 19 novembre 2012

"Siamo in un Paese cattolico, non puoi abortire"


Siamo in Irlanda, Savita Halappanavar, incita da diciasette settimane, si reca all'ospedale e chiede ai medici di interrompere la gravidanza a causa di forti dolori alla schiena. E cosa le rispondono i medici? "Questo è un Paese cattolico" e quindi aborto negato. E cosa succede quindi a Savita? Purtroppo la vicenda finisce in maniera tragica: Savita muore di setticemia e di conseguenza anche il feto. Per maggiori info, clicca qui.

Ora io non voglio essere la solita polemica, ma so che lo sarò e so già che sarò ripetitiva: tu medico credi in un Dio? Va bene anche se non dovresti: se Dio ha portato una determinata malattia a una determinata persona, tu medico non rispetti la volontà di Dio, in teoria non dovresti guarire nessuno ma rispettare la decisione divina, ma questa è solo la mia opinione e faccio finta che tu medico possa essere devoto, la tua decisione di essere religioso non può ripercuotersi sulla vita degli altri, non puoi obbligare persone con idee diverse dalle tue a subire la tua religione (qualunque essa sia). In più tu medico devi occuparti della salute di tutti, anche della paziente: se questa donna sta male in seguito alla gravidanza, perché le neghi l'aborto? Purtroppo in Irlanda la legge non è chiara in quanto non vengono specificati i criteri secondo cui la minaccia per la salute della donna è abbastanza alta da giustificare l'aborto, la decisione finale spetta al medico... cattolico, e quando mai dirà sì? E alla fin fine non solo è morta una persona, ma anche il feto che avreste voluto salvare. Bella scelta, bravi! 
E adesso in Irlanda si chiede finalmente una legge sull'aborto.


2 commenti:

  1. La mia opinione sull'aborto è che in primis debba decidere la donna, in quanto è lei che porta e cresce una vita nuova. Se vuole abortire o meno quindi sta a lei. Dopodichè dovrebbe trovare sempre e comunque la possibilità di abortire in caso decida in questo modo. E se un medico non se la sente per motivi religiosi, personali, etici o altro, bene così, ce ne deve essere un altro disponibile a svolgere tale compito. Io almeno la penso così. Libertà assoluta alla donna.

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    1. Sono d'accordo con te, anzi lo ero perché quel che hai scritto è giusto, ma da quando ho letto la notizia del boom degli obiettori di coscienza ( http://www.repubblica.it/dal-quotidiano/reportage/2011/10/20/news/tra_cinque_anni_in_italia_non_si_potr_pi_abortire-23528725/ ) sto iniziando a pensare che medicina e obiezione di coscienza non possono andare a braccetto come i carabinieri.

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